Giorni 83 e 84: i menu

Giorno 83

Menu del giorno
Colazione: brioche e caffè
Pranzo: gnocchetti pomodoro e mozzarella
Metà pomeriggio: succo di frutta e gelato
Cena: patatine fritte con ketchup

Attività fisica: km e km per Milano (Stazione Centrale-Buenos Aires; Buenos Aires-Duomo; Duomo-Buenos Aires; Buenos Aires-Duomo; Duomo-Via Torino; Via Torino Castello Sforzesco; Castello Sforzesco San Babila; San Babila-Duomo)

Giorno 84

Menu del giorno
Colazione: brioche e marocco
Pranzo: 1pezzo di focaccia, macedonia
Metà pomeriggio: gelato
Cena: pizza

Attività del giorno: passeggiata con il cane di mezz’ora, sverniciatura porte

Giorno 80: Slow Fashion

Oggi parliamo di RICICLO CREATIVO!
(Un ottimo modo per dare valore agli oggetti, riconoscendogli una vita più “dignitosa”)
Su internet potete trovare tantissime idee (alcune con tanto di video tutorial) per riciclare oggetti in modo creativo. Il riciclo creativo è un hobby, ma in alcuni casi è diventata moda, basta pensare agli oggetti di design, che sempre più spesso si vedono in giro, realizzati a partire da vari componenti riutilizzati.
Tutto sta alla vostra fantasia…non si sa mai che un giorno anche una vostra creazione non diventi un must.
Non sono particolarmente creativa, ma mi sono comunque divertita molto quest’inverno a realizzare qualche pensiero natalizio partendo da vecchie scatole, cornici, una coperta di pile e tanti pezzetti di stoffa colorati.

Vi mostro qualcosa…

E già che c’ero ho personalizzato anche i pacchetti!

Certo, i miei sono esperimenti, voglia di pasticciare un po’, come in cucina… ma come vi dicevo il riciclo è anche moda e allora guardate che borse ed accessori fantastici ha realizzato questa ragazza, utilizzando vecchi telefoni, ingranaggi di orologi, monete e tanto altro. E i prezzi non sono certo da mercatino dell’usato!

Sempre di accessori si occupa Maminou, un’artista pugliese che realizza pezzi unici unendo vari tessuti, pizzi, bottoni e passamanerie in un patchwork molto colorato e divertente. In particolare potete trovare spille e cappelli molto originali.
Ricicli realizza invece un po’ di tutto, dai bijoux all’abbigliamento, dalla biancheria per la casa ad oggetti di arredamento..anche questi molto particolari, forse non adatti a tutti, ma solo ai più…creativi!
Stefierre crea capi d’abbigliamento “vintage remade”, partendo da tessuti di qualità, prodotti in Italia, ma scartati dalla moda del momento e quindi destinati allo smaltimento, e li trasforma in abiti molto originali, dalle forme geometriche colorate ( con una predilezione per le bolle ed il verde).
Se volete sapere qualcosa di più sull’artista, la sua storia e le sue collezioni leggete qui.

Menu del giorno
Colazione: brioche e marocco
Pranzo: prosciutto e melone, ravioli al ragù, insalata e gelato
Metà pomeriggio: tè e mini brioche
Cena: roast beef e patate al forno

Attività fisica: nessuna

Giorni 78 e 79: un pò di ordine!

Ci sono giorni fatti per riflettere, giorni in cui ti scervelli in cerca di una soluzione…e giorni fatti di distrazioni, giorni vissuti in cui non hai un momento libero e in cui forse non lo vuoi perchè non vuoi pensare.
Sono rimasta un pò indietro con i post, ma in questi giorni non mi sentivo di scrivere, perchè a volte finisco per essere troppo negativa e non voglio che questo sia un blog negativo..
Ormai manca poco allo scadere dei tre mesi e ancora per qualche giorno potrete leggere i miei menu, partiti con ottimi propositi e finiti un pò così, con giorni rispettosi della dieta e giorni di trasgressioni, giorni frettolosi e giorni di golosità.
Rimetto quindi un pò d’ordine nelle bozze e vi posto pian piano i miei menu!

 

Giorno 78

Menu del giorno
Colazione: cereali e tè
Pranzo: fusilli al pesto, 1 banana, caffè
Cena: carpaccio di vitello con grana

Attività fisica: 45 minuti di camminata

Giorno 79

Menu del giorno
Colazione: cereali, tè
Pranzo: rotolini di salmone improvvisati, risotto con gli asparagi, caffè
Cena: pizza, macedonia

Attività fisica: mezz’ora di camminata con pendenze

Giorno 77: Milano Food Week

Oggi vi segnalo questo appuntamento, a cui vorrei partecipare anche io, sul confronto culinario tra la cucina, così come siamo abituati a vederla e soprattutto assaporarla, fatta di prelibatezze e ricerca del bello, (il LATO A) e la cucina sostenibile, quella che non butta via niente e valorizza anche i così detti scarti dei cibi (il LATO B). 
 Il LATO A è presentato da Stefania Corrado, food writer e personal chef, ha rivoluzionato la sua vita per seguire una passione: la cucina. Il suo obiettivo è creare armonia tra il bello ed il buono, perché anche i piatti più deliziosi, passano prima di tutto attraverso la vista, che va quindi curata con altrettanta attenzione.
Il LATO B della cucina è presentato da Lisa Casali, autrice di ecocucina.org, amante dell’ambiente e della cucina, si sta facendo conoscere proprio per i suoi esperimenti culinari (come la cottura in lavastavoglie e le ricette a impatto (quasi) zero). La potete vedere tutti i martedì alle 22 su Gambero Rosso con il programma Zero Sprechi e tutti i sabato mattina, vero le 8.00, su RAI 1 nel Programma Uno Mattina in Famiglia.

Menu del giorno
Colazione: cereali, tè
Pranzo: spaghetti allo scoglio, gelato
Cena: insalata e crostini con philadelphia
Dopo cena: Bacardi breezer con gli amici

Attività fisica: 1 ora di camminata con pendenze

Giorno 76: quella vocina nello stomaco

Ho imparato che che c’è una parte dentro di noi che è come un bambino, bisognoso di essere rassicurato, scalpita, non si arrende, non accetta risposte vaghe e poco convincenti, non vuole sentire ragione perché quella cosa proprio non gli piace, sa che non gli piace, e non vuole aspettare per scoprirlo, lo sa già.
E nonostante noi andiamo avanti lo stesso, facendo finta di niente, distraendola con impegni vari, serate con gli amici, hobby, passeggiate rilassanti, lei è sempre lì, in fondo allo stomaco che si fa sentire, come un nodo, un sasso, qualcosa che ti appesantisce la giornata e resta lì, anche se fai finta che non ci sia.
Come un bambino che non molla, finché non gli dai retta e non ascolti seriamente quello che ha da dire.. allora, con molta pazienza e amorevolezza, devi fargli capire che sì, ha ragione, questa cosa non ci piace, questa strada non è quella giusta, lo sappiamo, ma non possiamo stare fermi ad aspettare, ci dobbiamo muovere, dobbiamo fare qualcosa. 

E non si può sempre indossare l’elmetto e scendere in prima linea, contro tutto e contro tutti, ma c’è un momento in cui bisogna fermarsi sulla sponda del fiume ed aspettare che qualcosa finalmente si avvicini; se invece insistiamo nel non voler sentire ragioni, probabilmente non riusciremo nemmeno a vedere che cosa si sta avvicinando, perché non è quello che stavamo aspettando. E invece potrebbe esserlo.
“Change of heart come slow..” (U2)
E’ difficile da gestire perché ti colpisce nel tuo punto più debole: il senso di colpa. Perché vorresti mangiare bene e fare attività fisica, invece, in preda all’ansia e allo stress delle difficoltà quotidiane, ti consoli con il cibo e ti dimentichi di te stessa. Perché vorresti dedicare più tempo agli amici, alle risate e alle chiacchiere e invece a volte, completamente distrutta ed assorbita da una giornata di lavoro, non hai la forza e ogni appuntamento ti sembra un impegno. Perché avevi detto che avresti investito su di te, che avremmo fatto grandi cose ed invece continui a rimandare tutto ad un secondo momento che non arriverà mai.
C’è chi riesce a convivere molto bene con la sua vocina, chi le concede uno spazio prima di addormentarsi per poi rimetterla a tacere e chi – come me – ci combatte ogni giorno, cercando di mantenere un equilibrio tra desideri, debolezze ed impegni.
Ho imparato che – nonostante il suo impeto incontrollabile – quella vocina va sempre ascoltata, perché è la nostra parte istintiva, quella più pura, che in tante occasioni ci fa capire le cose prima che si manifestino esplicitamente, quella che ci evita tanti problemi, quella che ci fa andare a fondo delle cose, contro tutto e contro tutti. 
Se non l’ascolti lei urla ed urla sempre più forte, per farti capire che non ti puoi nascondere dentro un armadio per vivere la vita che qualcun altro, le circostanze o l’idea che avevi di te, ti stanno facendo vivere.
Ma va anche capita ed interpretata, perché a volte si manifesta con il rifiuto verso qualcosa solo per farci capire che lei è lì e non vuole essere dimenticata; e allora va rassicurata, perché anche se ci troviamo in situazioni che non ci appartengono, non ci siamo scordati di lei.

Menu del giorno
Colazione: cereali, tè
Pranzo: un pezzo di focaccia
Metà pomeriggio: ho ceduto ad un pacchetto di cipster
Cena: pizza con gli amici

Attività fisica: camminata di mezzora

Giorno 75: la primavera quest’anno è arrivata davvero

Con il trasloco e gli ultimi cambiamenti, il mio progetto si è dovuto adattare, il mio blog nato per una dieta e tante ricette light si è un po’ fermato perché non ho una cucina e non posso più sperimentare. Ho promesso di inventarmi qualche ricetta fredda e lo farò, anche se nella maggior parte dei casi, essendo in una situazione provvisoria, mangio cose veloci e poco impegnative. Salvo quando sono ospitata e allora si che si mangia di brutto! 🙂
Certo, questo va un po’ contro l’obiettivo di perdere peso che in realtà oscilla sempre intorno ai 52 kg.
Ma l’obiettivo per cui è nato questo blog era anche ritrovare uno spazio mio, in cui scrivere quelle cose di me che mai riesco a dire a me stessa, perché negli ultimi anni sono sempre stata troppo di corsa, troppo presa da problemi urgenti ed importantissimi che si chiamano lavoro. Ed invece in questi mesi sono riuscita a rifocalizzare, a rivedere la scala delle priorità e a creare un po’ di simpatica confusione intorno a me.

E finalmente riesco a rivedere quelle cose piccolissime e quasi impercettibili che quando sei di fretta ti perdi: una nuvola strana, un profumo, una risata di gusto, un caffè con la tua cara vecchia amica, addentrarsi per un attimo nei panni di una mamma che va a prendere a scuola la sua bambina..che poi quando sei bambina vorresti che venisse sempre la tua mamma a prenderti.


E quest’anno il grigiore dell’inverno se ne è andato per davvero, ed il peso, quello mentale, me lo sono tolta di dosso insieme al cappotto.
Ma gli obiettivi non finiscono mai, quindi ho deciso di fissare alcune parole/frasi che voglio fare mie per i prossimi mesi:

– improvvisare
– ironia
– sporcarsi le mani (di farina, di colori, di fango, di (quasi) tutto)
– conoscere nuove persone
– trovarmi in nuovi posti (ma soprattutto in nuove situazioni)
– sperimentare (ancora, ancora e ancora)
– ascoltare sempre la vocina interiore

Nella speranza che mi accompagnino per i mesi a venire.

Menu del giorno
Colazione: cereali e tè
Pranzo: macedonia con gelato
Cena: pinzimonio di finocchi, crostini con crescenza e prosciutto cotto

Attività fisica: pulizie generali 3 ore

Giorno 74: letture interessanti

Ieri sono stata al Salone del Libro – dove mi ero ripromessa di non comprare niente – e invece ho ceduto. Anche perché solo lì riesco a trovare un po’ di materiale sull’argomento riciclo, ecologia, sostenibilità.

Il vero problema è che accumulo libri che non riesco a leggere o che inizio perché sono troppo curiosa e poi finiscono per essere troppi da leggere contemporaneamente..così ne lascio indietro qualcuno che poi devo ricominciare…lo so, lo so, non è un buon metodo ma posso migliorare.

Comunque, ho comprato un libro green ed il libro di Carlo Verdone a cui puntavo da un po’ (ma che non avevo ancora comprato per il motivo di cui sopra, oltre che economico). Quest’ultimo non era in programma ma quando ho visto che lui sarebbe stato lì a firmare gli autografi mi sono detta, “sono qui, posso perdermelo? Non è il momento di osare, sperimentare, prendere la timidezza e chiuderla a chiave in fondo all’armadio per tirare fuori un po’ di “coraggio”?” E così, mentre Marco comprava una copia del libro, io già ero in fila per l’autografo e quando è arrivato il mio turno ho pensato “devo dire qualcosa, devo dire qualcosa…” e sono riuscita solo a dire timidamente (mannaggia a me) “complimenti, lei è bravissimo” rimediandomi comunque un bel cuore sulla mia dedica..


Ho letto tutto il libro in due giorni e mi è piaciuto molto, per cui ve lo consiglio. Si legge molto facilmente, è interessante e curioso perchè racconta la storia della sua famiglia, gli aneddoti, la sua personalità, gli incontri con i personaggi famosi e le scene di vita quotidiana e, leggendo alcuni passi ti vengono in mente pezzi dei suoi film e dei suoi personaggi.

Non mi ricordo se l’ho già fatto ma vi segnalo anche questo libro (precisando che non sono ancora riuscita a comprarlo) sulla cucina a spreco zero, dell’autrice di “Cucinare in lavastoviglie” e del blog ecocucina che trovate tra i blog che seguo.

In libreria (Ubik) ho visto recentemente un libro su questo argomento scritto da Paola Maugeri, (che ho scoperto essere ecologista, vegetariana e vegana) a cui dovrò dare un’occhiata più approfondita, comunque ragazzi l’argomento inizia a farsi strada…sono contenta. (Anche se in questi mesi non sono troppo a impatto zero)

Menu del giorno
Colazione: cereali, tè
Pranzo: focaccia ligure
Metà pomeriggio: mela
Cena: insalata mista con grissini

Attività fisica: 50 minuti di camminata con pendenze

Giorno 73: Non sarò mai una FIG WOMAN

Luglio, Milano. La temperatura rasenta i 40 gradi, con un tasso di umidità attorno al 90%, la città è semideserta perchè i milanesi se la vogliono godere l’estate e le persone che incontri in giro – comunque tante su corso Buenos Aires – sono allegre, già in “mood vacanza” e si dedicano allo shopping per essere glamour anche in vacanza e non farsi scappare le ultime tendenze. Poi, a ridosso dei saldi, i negozi fanno già degli sconti, tanto vale approfittarne.
Io, a luglio, esco dall’ufficio coccolata dall’aria condizionata (che, essendo un ufficio a prevalenza femminile, è ad una giusta temperatura) e mi sento scaravantata a terra tanto l’aria è pesante, ogni passo è faticoso, ogni luogo è troppo lontano..Ho due possibilità: camminare fino alla stazione restando nella parte in ombra della strada e camminando mooolto lentamente, oppure prendere la metro, dove al caldo torrido si aggiunge la puzza che credo sia di serie al momento dell’inaugurazione dei nuovi mezzi atm. 
Ok, vada per la passeggiata, così almeno so che la temperatura è costante e non rischio di congelare o di vomitare per la puzza..

Il bello delle grandi città è che nessuno fa caso a come ti vesti ma io resto ugualmente basita nel vedere ragazze indossare un paio di ugg che, saranno pure nella versione primaverile, ma sono comunque un paio di grosse pantofole che arrivano a metà gamba! Quando qua fuori il tacco dei tuoi (ho detto tuoi, non miei ovviamente) sandaletti leggeri resta impresso nell’asfalto che si scioglie! Com’è possibile? 
Hanno adottato un sistema che rallenta la circolazione da metà polpaccio oppure un impianto di condizionamento incluso nel prezzo?
Mi verrebbe voglia di fermare una di queste ragazze e chiedere se si può gentilemente togliere lo stivale per verificare quale microclima si dev’essere creato all’interno, per non parlare dello stato di salute dei piedi.
Per non parlare poi del capello a tenuta perfetta contro l’umidità e del trucco leggero che rende l’incarnato perfetto ed il viso rilassato, come se fosse appena uscita di casa in una splendida giornata primaverile, e non fosse invece un’afosa giornata estiva..
E’ inutile, ci sono persone che sono un passo avanti, hanno evidentemente molti più cromosoma X di me, perchè non soffrono il caldo d’estate, ma non soffrono nemmeno il caldo di inverno. E casualmente quelle ragazze sono anche alte, magre, con le forme al punto giusto, lineamenti perfetti, bionde o more…ah e abbronzate ma non troppo. 
Sono quelle che tanto tempo fa ho definito le FIG WOMAN e che immagino un pò come un incrocio tra Wonder Woman e Mary Poppins, con una piccola borsa, preferibilmente Vuitton, piena zeppa di segreti per essere sempre glamour, sono quelle che in pieno inverno indossano un top ed un sandalo tacco 12 e in estate indossano gli Ugg o un giubbetto di pelle (e anche lì sarei curiosa di vederne lo stato di conservazione), quelle che non sudano, che non hanno attacchi di colite per essersi coperte poco, hanno piedi perfetti, un sorriso raggiante..insomma ci siamo capiti.
Nelle giornate del tempo perso era divertente scrutare queste ragazze per capire se erano davvere FIG WOMAN oppure solo delle brutte imitazioni, è la cosa che ci riesce meglio: vedere un’altra ragazza che sembra perfetta e poi smontarla pezzo per pezzo sino a farla diventare una tossica, depressa, strabica, affetta da una rara malattia o semplicemente stronza..eh si perchè se non si trovano difetti è sicuramente una stronza.

Menu del giorno
Colazione: cereali, tè
Pranzo: Lasagne al forno, macedonia e 2 pasticcini
Cena: panino

Attività fisica: camminata per gli stand del Salone del Libro

Giorno 72: il cromosoma X sta con i piedi all’insù ma non si arrende

Mettere i tacchi

I tacchi slanciano. Mi ripete sempre mia mamma, “perché non ti prendi un bel paio di tacchi che ti slanciano la gamba?” Per una come me, alta 1.58, questa parola è fondamentale, soprattutto se non hai la fortuna di avere quei polpaccetti che ci potresti tranquillamente infilare i guanti di gomma che usi per lavare i piatti e ti ritrovi invece quello che viene carinamente definito il “polpaccio da calciatore”..
Ma i tacchi sono anche un’illusione, se non sono sufficientemente alti, ed un tormento, se dopo averli tenuti qualche ora ti si intorpidiscono le dita, senti un dolore alle ginocchia ed alla schiena da farti scappare la pipì ogni 5 minuti e ti chiedi perché, perché non ti sei portata dietro un paio di scarpe di ricambio, mentre ti stampi in faccia un sorriso finto per convincere gli altri e te stessa..”è tutto sotto controllo..” Ma non funziona mai. Perché le donne lo capiscono benissimo quando una non sa camminare sui tacchi, gli uomini magari no, magari pensano “c’è qualcosa di strano in lei” ma noi, noi lo sappiamo benissimo cos’è quel qualcosa..
E’ la sofferenza, l’impellenza di trovare un posto in cui sedersi, il contrasto tra un sorriso ed uno sguardo in pena  ed un frase che, sebbene non venga pronunciata, sembra essere stampata in fronte…MAI PIU’!

Le persone sofferenti sono quelle che quando sono sedute tengono i piedi all’insù, appoggiando solo il tacco, o allungano le gambe per far riprendere la circolazione delle dita. Sono quelle che ai ricevimenti non vedono l’ora di sedersi a tavola per togliersi le scarpe – nascosti dalle lunghe tovaglie – ed appoggiare i piedi a terra….ah, che sollievo…se poi c’è l’erbetta fresca…
Ma questa mossa potrebbe rivelarsi incauta perché, quando arriva il momento di rimettersi le scarpe, i nostri piedi si rifiutano di collaborare, e tu ti rendi conto del grosso errore di valutazione che hai fatto quando le hai acquistate e ti sembravano così “comode”. 
E ripeti a te stessa: “le scarpe con i tacchi non sono comode, non dimenticartelo mai”, soprattutto quando spendi una cifra per un paio di scarpe così carine che riuscirai a mettere per non più di un’ora facendo passare molto tempo tra una volta e quella successiva (in modo da dimenticare la sofferenza).
E non vedi l’ora di arrivare a casa, scaranventare quelle scatole di sardine a terra e metterti su internet cercando di rivenderle (in questo caso è meglio evitare di lanciarle con troppa forza).
E’ inutile, i tacchi non fanno per me, ci ho provato e riprovato ma preferisco la comodità, inibiscono le mie relazioni sociali perché non puoi essere rilassata, divertente e divertita se devi continuamente cercare una sedia, un bagno, qualcosa a cui appoggiarti per essere sollevata…
Ma questa fa parte delle lezioni che non imparo mai – o forse è il mio cromosoma X che vuole prendersi una rivincita – perché ad ogni stagione penso “è ora che mi compri un paio di scarpe con il tacco, dovrò imparare prima o poi..”

Menu del giorno
Colazione: cereali e tè
Pranzo: macedonia con gelato
Cena: Stuzzichini al formaggio

Attività fisica: nessuna