Giorno 71: nevrosi del cromosoma X

Darsi lo smalto
Oh, questa, dopo il phon, è una di quelle attività in grado di rovinarmi la giornata..ho provato l’indurente, lo smalto liquido che anche un bambino lo può applicare, il colore chiaro che le pennellate non si vedono, la finitura che così ti dura di più, una volta ho persino osato la french fai da te…niente. Non sono capace di mettermi lo smalto. Lo posso fare, per la sera, che con poca luce non si vede, ma per il giorno…decisamente out!
Ma nonostante questo insisto, e soprattutto insisto nel pensare che “non può metterci più di mezz’ora ad asciugare!” Così puntualmente, in vista di una serata fuori, decido che “manca qualcosa, dovrei mettermi lo smalto” e preparo il kit: solvente, cotton fioc, dischetti struccanti, indurente, tutti gli smalti (perché a volte, mentre lo metto, cambio idea e colore!) in modo da non dovermi alzare e tentare con mosse improbabili di prendere quello che ho dimenticato senza rovinare lo smalto.
Al primo tentativo non riesco mai a fare tutte le dieci dita, soprattutto la destra e soprattutto il pollice (sarà perché non riesco a colorare uniformemente una superficie così grossa? Eppure all’asilo sapevo stare nei bordi, giuro!), quindi l’iter è indurente-smalto-solvente-indurente-lo lascio indietro e proseguo con le altre dita, però ho finito, ma si dai, sarà asciutto-smalto.
Poi ci sono gli inconvenienti, ovvero quando per mettere lo smalto due dita “fresche” si toccano e sono da rifare, oppure mentre con il solvente togli lo smalto su un dito ti accorgi che stai rovinando quello con cui tieni il dischetto e allora riprende l’iter: solvente lo tengo con attenzione solo tra i polpastrelli giuro!-indurente-attesa-smalto.
Quando finalmente lo smalto è stato dato, più o meno decentemente, le sbavature sono state tolte ed ho aspettato un po’, magari truccandomi con molta attenzione, ecco che è quasi ora di uscire, mi devo infilare le scarpe e beh, non posso uscire senza fare pipì!
Allora con molta attenzione mi sfilo i pantaloni ecc ecc…ma la parte più difficile è infilarli di nuovo, allacciare il bottone, chiudere la zip e sistemare le taschine interne…lì resto sempre sempre fregata..quando non mi si rovina lo smalto (nel senso che viene proprio via, costringendomi al ritocchino perché non c’è tempo per l’iter: solvente-indurente-smalto-asciugatura) resta impresso come le ditate su uno specchio…e ok per la serata non si vede ma domani mattina devo assolutamente toglierlo!

Menu del giorno
Colazione: 3 fette biscottate con marmellata, tè
Metà mattina: 1 banana
Pranzo: carpaccio di vitello con grana, macedonia
Cena: biscotti al cioccolato e bacardi breezer (lo so, lo so…ma oggi ho la febbre, mi va così..)

Attività fisica: camminata di mezzìora con Tommy

Giorno 70: rivincita del cromosoma Y

Come dicevo un paio di post fa, a volte credo proprio che mi manchi qualche cromosoma femminile; ci sono cose che per un certo periodo della mia vita ho anche provato e riprovato a fare e a cui oggi ho rinunciato, cercando di trasformarlo in uno “stile di vita”..
Immagino dentro di me una lotta, un conflitto tra i cromosomi X ed Y, che come due fratelli si litigano un gioco ed, in questo senso, la vittoria è tutta del cromosoma Y. Quello che – mi spiace ragazzi – ma non ci arriva, non riesce ad imparare dagli errori e continua a commetterne, non capisce perché bisogna perdere tempo quando si può evitare…ed innervosisce terribilmente il cromosoma X, votato per sua natura alla vanità.

Farsi la piega ai capelli
Io odio i capelli. In realtà ne sono fissata, nel senso che ho sempre le mani tra i capelli, ma se notate questa cosa in me, non pensate che sia un vezzo tipicamente femminile, sto solo cercando di dargli una forma decente!! Sono fortemente convinta che i capelli di una persona rispecchino la sua giornata, per questo sto alla larga dalle persone con la testa arruffata o elettrica, emettono energia negativa, si sono svegliate male e probabilmente finirò per discuterci.
Ma i miei capelli….i miei capelli hanno deciso di sfidare le leggi di gravità e non ne vogliono proprio sapere di assumere una forma composta. Ok, a me sta bene, perché non voglio dare l’impressione della persona troppo seria, triste, sfigata..ma almeno assumete un disordine ordinato, stiloso! Invece sembrate sempre in disaccordo con voi stessi, come quelle coreografie di pattinaggio artistico, in cui un elemento cade e fa crollare tutto il gruppo.. E forse, è proprio così, i capelli rispecchiano la personalità…e qui non proseguo..

Comunque, nella storia delle mie pettinature ho provato il phon, passato solo tra i capelli, con quella funzione aria fredda che dovrebbe stabilizzare la piega ma a me creava soltanto una cofana da far invidia al Re Leone, nascondendo quasi completamente la mia faccia (perché ho tanti, tantissimi capelli). 
Ho utilizzato (ed abbandonato) le spazzole di ferro tonde per “stirare” i capelli, ma più che stirare i miei capelli restavano attaccati alla spazzola costringendomi ad una lotta contro la sanguisuga affamata che non ne voleva sapere di mollare la presa. Spazzole rotte: almeno 2.
Avete presente luglio, il phon e le spazzole di ferro??? Giornata rovinata garantita..
Allora ho provato il mosso..con quei bastoncini pieghevoli che si attorcigliano intorno alle ciocche e – dopo qualche secolo di asciugatura – si srotolano lasciando…qualche onda che invece di svilupparsi in verticale (come i boccoli) si sviluppava orizzontalmente (come le trecce di pippicalzelunghe)!
La soluzione migliore che ho trovato è stata la piastra, lasci asciugare i capelli e con (relativamente) poche passate ottieni dei capelli lisci…il problema è che i miei capelli sono secchi e piastra oggi, piastra domani…finiscono per sfibrarsi.
Così sono passata allo stile capello spettinato: tagli sfilati, scalati, di tutto di più per non avere un taglio omogeneo: shampo, asciugatura all’aria aperta, un po’ di schiuma o di pasta modellante e lo spettinato è servito! E devo dire che qualche mattina mi sveglio, mi guardo i capelli e rido dell’assurda posizione che hanno preso…
Se tolgo il phon, posso dire di essermi riappacificata con i miei capelli. Pareggio 1 a 1.

Menu del giorno
Colazione: 4 fette biscottate con marmellata, tè
Pranzo: pizza e gelato
Cena: insalata di riso e macedonia
Dopo cena: tisana al finocchio

Attività fisica: camminata con Tommy di mezz’ora e giro in bici di un’ora

Giorno 68: Cromosoma X batte cromosoma Y 1.0

Si, credo proprio di avere qualche cromosoma femminile di meno perché ci sono cose che proprio non riesco a fare, anche se mi impegno e so esattamente dove sbaglio, finisco irrimediabilmente per ricommettere lo stesso errore, ancora ed ancora. 
Qualcuno potrebbe obiettare “questo non significa avere un cromosoma di meno, ma qualche neurone in sciopero”, ma credo che questo “rituale” sia legato a quelle cose che proprio non riesco ad imparare – il che in effetti succede anche con cose prettamente maschili – e di fronte alle quali il mio cervello protesta, infilandosi un bel paio di cuffie per non sentire proprio quel rumore di sottofondo che si chiama “istruzioni”.
Io odio le istruzioni – questo sono sicura di  averlo già detto – sono impaziente, frettolosa come i bambini che si precipitano sui regali di Natale, non notano nemmeno il pacchetto incartato con tanto amore e dedizione, non vedono biglietti d’auguri (neanche se dentro ci fosse una banconota da 50 €) ma vogliono andare al sodo, scartare quel regalo fino al midollo, distruggerne la confezione, arrivare al cuore e…..passare al regalo successivo.
Ecco, io sono un po’ così, voglio solo poche indicazioni e.. via si parte, fatemi toccare con mano, provare tutto, che tanto imparo strada facendo!!

…si,ehmm…ok è troppo difficile, non ci capisco niente, non mi interessa più.
A questo punto si presentano due scenari: nel primo, subentra la fase di nervosismo, in cui qualcuno tenta di spiegarmi come funziona quella determinata cosa e non riesce a rispondere esaurientemente alle mie centomila domande perché…devo sapere tutto subito!! 
Nel secondo, invece, come dicevo prima, il mio cervello entra in sciopero e possono spiegarmi e rispiegarmi lo stesso concetto che ogni volta che mi serve quella cosa me lo devono rispiegare perché non lo ricordo. 
Quest’ultima situazione si verifica spesso con le indicazioni stradali, nonostante io ritenga di avere buona memoria visiva, ci sono percorsi che proprio non riesco a ricordare, ma – pensandoci bene – penso che possa dipendere dal fatto che, se a darti le indicazioni è un uomo, non saprà darti i giusti punti di riferimento, quelli, appunto, su cui concentra la memoria femminile, prettamente visiva.
Non so se avete notato anche voi quanti particolari ti fornisce una donna quando ti da delle indicazioni,
“vai dritto per questa strada, passi davanti ad un Mc Donald’s e poi giri a destra, proprio all’altezza del negozio di Intimissimi, prosegui dritto, trovi una farmacia, un’edicola ed un supermercato e lì giri a sinistra e ci sei!

Voglio dire, sono punti di riferimento chiari e non importa se invece di girare a destra dovevi girare a sinistra, perché il negozio di Intimissimi lo vedi! E magari ci fai anche un giro perché sei in anticipo…
Invece avete idea di quante rotonde, incroci – che se sono piccoli neanche vengono annoverati tra gli incroci, ma tu l’hai contato e quindi sei rimasta indietro di uno – strade dritte che però curvano un pochino e se ce n’è un’altra quale dovrò prendere????

Siamo abituate a lavorare su più livelli contemporaneamente e, mentre cerchiamo di raggiungere questo benedetto indirizzo, sappiamo che sta per arrivare l’estate e ci lasciamo tentare dall’ennesima soluzione a kg di troppo, soprattutto e si beve e fa schifo perché – lo diceva anche la nonna –  lo sciroppo più è amaro e più fa bene, ci ricordiamo che non dobbiamo più mangiare al Mc Donald’s per i prossimi 6 mesi e per dare vigore ai nostri buoni propositi, ci fermiamo a comprarci un bel completino intimo!

Sono andata un pò “fuori tema” rispetto alla mia introduzione che, a questo punto riprenderò nel prossimo post.

Menu del giorno
Colazione: 3 fette biscottate con marmellata, tè
Metà mattina: 1 banana
Pranzo: insalata mista, 1 pezzetto di crescenza
Cena: pinzimonio, carpaccio di salmone con olive verdi e grana

Attività fisica: nessuna