Giorno 48: il bookcrossing delle informazioni

Oggi è stata una giornata intensa, sono stata prima a Milano e poi a Torino e devo dire che – nonostante ci sia stata diverse volte in entrambe – trovarcisi nella stessa giornata ti fa subito notare l’enorme differenza tra il caos di Milano Centrale e la tranquillità di Torino Porta Nuova. Ambienti completamente diversi: un atrio enorme a Milano, molto più raccolta Torino, solo 2 sportelli aperti per la biglietteria “dei comuni mortali” (quelli che non utilizzano Freccia Rossa), cosa che non sarebbe pensabile a Milano, a rischio linciaggio..

L’unica cosa uguale, ahimè, è stato il costo del gelato Venchi: 1 cono piccolo da 1 gusto € 2,50!!!
Follie metropolitane..

Finalmente oggi a Milano ho comprato il mio regalino per il primo mese, il correttore della Benefit, anche se, a questo punto, temo che allo scadere del prossimo mese non ci saranno regalini… in questi ultimi 15 giorni si concentreranno una serie di cambiamenti importanti, inizio lavori, sistemazione provvisoria da “accampata”, ripresa del lavoro con relativo problema di gestione dei lavori a casa, decidere cosa fare del mio prossimo futuro…sto tornando ad aver bisogno di “zuccheri placa ansia” e non va bene. Finché la situazione non si sblocca e non mi sono chiare le prospettive, è difficile.

Ma tornerà il sole e con lui la voglia di muoversi e fare mille cose.. quindi non mi perderò d’animo..

Infine vorrei precisare una cosa. So che esiste una forma di pubblicità sui blog per cui un blogger nomina qua e là dei prodotti e viene pagato per questa “vetrina”; a parte che succede ai blog molto seguiti (e purtroppo non è il mio caso), ci tengo a far sapere che i miei riferimenti sono solo ed esclusivamente volontari, perché mi piace far circolare le informazioni, i segreti, i posti che ho visto, le cose che ho mangiato, i libri che ho comprato.

E’ una specie di bookcrossing delle informazioni: lasciale libere di circolare e magari poi ritorneranno..
Come una bottiglia con un messaggio, gettata in mare..

Menu del giorno
Colazione: brioche e marocco
Pranzo: 1 pezzo di focaccia e gelato
Cena: burghul primaverile, 3 fette biscottate con marmellata

Attività fisica: tra Milano e Torino

Giorno 9: possiamo saltarlo?

Vorrei saltare questo giorno perché ho cercato di comportarmi bene…MA…..sono quei giorni lì…..non sono riuscita a resistere…quindi vorrei non dover scrivere cosa ho mangiato. 
Però lo farò lo stesso, perché è giusto così, perché ci sono i momenti di debolezza e perché se fossi un’altra persona e decidessi di seguire questa “dieta” day by day, mi innervosirei nel vivere momenti di privazione, di fame o solo di golosità e non leggere invece mai di un cedimento sul blog. Diciamo che mi sarebbe più simpatica quella persona normale che ogni tanto non ce la fa. Mi sentirei “in buona compagnia”.
E quindi, ecco qui il mio menu, premetto soltanto che oggi ho passato la giornata in viaggio, mangiando fuori, ad orari insoliti. Sveglia alle 6.00, colazione alle 8.30, pranzo alle 14.30, sosta per combattere il sonno alle 16.30 e ritorno a casa alle 18.00.
Menu del giorno
Colazione: menu mattina con brioche alla marmellata, succo di frutta ACE e marocco
Pranzo: lasagne verdi alla bolognese (quelle dell’autogrill) e ananas
Sosta pomeridiana: succo di frutta ACE e barretta vitasnella ai cereali
Cena: crocchette di salmone fatte in padella antiaderente (senza olio), purè di patate, pinzimonio e fettina di torta
Attività fisica: nessuna

1…2….3….

Giovedì 1 marzo, un buon giorno per ricominciare.
123 perchè quando non ho voglia di fare qualcosa, allora conto 1…2…2 e mezzo….2 e tre quarti….ma al 3 con uno slancio inizio a fare quel che dovevo.
Ricomincio da me perchè mi sono trovata in uno di quei momenti in cui ti fermi e non ti riconosci, non ti ricordi come sei diventata così, non sai perchè hai fatto quelle scelte, perchè all’improvviso hai “paura” di fare certe cose (o meglio ti dici che non ti vanno) e ti rifugi in atteggiamenti confortevoli come non guardarsi allo specchio, non comprare vestiti nuovi e concedersi tutto quello che si vuole.
E all’improvviso ti ritrovi ad avere tante buone giustificazioni per le cose che non riesci a cambiare, sebbene tu lo voglia tanto, ma….è così, cosa ci puoi fare, se avessi un lavoro diverso, una macchina tua, se facesse meno freddo, meno caldo, se fossi più libera, se avessi meno tempo per pensare o più tempo per pensare…e via dicendo.
Ed ora risollevandomi lentamente da questo impasse voglio partire da qualcosa di “facile”, qualcosa che dipende solo da me: una dieta. Voglio smettere di restare in quella situazione confortevole, in cui ti concedi quello che vuoi, ma vai in palestra per alleviare i sensi di colpa e quei kiletti (4-5) di troppo ti circondano con affetto per proteggerti dall’esterno, perchè quando sei in ansia, arrabbiata, triste c’è sempre del buon cioccolato a consolarti. Ma allo stesso tempo l’umore oscilla tra l’ansia di non saperti prendere cura di te stessa, il senso di colpa per aver ceduto e la consapevolezza di non poter fare a meno di assecondare il desiderio di mangiare qualche schifezza di turno. Perchè la giornata sarebbe più nera senza quelle consolazioni. Non so se avete presente quel nervoso che ti prende quando vorresti tanto qualcosa e SAI CHE NON PUOI MANGIARLO.
Ma, per iniziare a cambiare le cose che nella mia vita non mi vanno più bene, come un vecchio abito, penso di dover necessariamente dimostrare a me stessa che VOLERE è POTERE. Quindi ho deciso di iniziare pubblicamente questo percorso, giorno dopo giorno, con la consapevolezza di averci provato tante volte ed aver fallito dopo pochi giorni, senza voler ricorrere a privazioni eccessive ma con l’obiettivo di voler perdere quei 4-5 kiletti confortevoli o quel che sarà, perchè ogni etto perso sarà la dimostrazione che sto facendo una scelta per me stessa, che posso davvero cambiare le cose che non mi vanno più. Come un vecchio abito.