Giorno 76: quella vocina nello stomaco

Ho imparato che che c’è una parte dentro di noi che è come un bambino, bisognoso di essere rassicurato, scalpita, non si arrende, non accetta risposte vaghe e poco convincenti, non vuole sentire ragione perché quella cosa proprio non gli piace, sa che non gli piace, e non vuole aspettare per scoprirlo, lo sa già.
E nonostante noi andiamo avanti lo stesso, facendo finta di niente, distraendola con impegni vari, serate con gli amici, hobby, passeggiate rilassanti, lei è sempre lì, in fondo allo stomaco che si fa sentire, come un nodo, un sasso, qualcosa che ti appesantisce la giornata e resta lì, anche se fai finta che non ci sia.
Come un bambino che non molla, finché non gli dai retta e non ascolti seriamente quello che ha da dire.. allora, con molta pazienza e amorevolezza, devi fargli capire che sì, ha ragione, questa cosa non ci piace, questa strada non è quella giusta, lo sappiamo, ma non possiamo stare fermi ad aspettare, ci dobbiamo muovere, dobbiamo fare qualcosa. 

E non si può sempre indossare l’elmetto e scendere in prima linea, contro tutto e contro tutti, ma c’è un momento in cui bisogna fermarsi sulla sponda del fiume ed aspettare che qualcosa finalmente si avvicini; se invece insistiamo nel non voler sentire ragioni, probabilmente non riusciremo nemmeno a vedere che cosa si sta avvicinando, perché non è quello che stavamo aspettando. E invece potrebbe esserlo.
“Change of heart come slow..” (U2)
E’ difficile da gestire perché ti colpisce nel tuo punto più debole: il senso di colpa. Perché vorresti mangiare bene e fare attività fisica, invece, in preda all’ansia e allo stress delle difficoltà quotidiane, ti consoli con il cibo e ti dimentichi di te stessa. Perché vorresti dedicare più tempo agli amici, alle risate e alle chiacchiere e invece a volte, completamente distrutta ed assorbita da una giornata di lavoro, non hai la forza e ogni appuntamento ti sembra un impegno. Perché avevi detto che avresti investito su di te, che avremmo fatto grandi cose ed invece continui a rimandare tutto ad un secondo momento che non arriverà mai.
C’è chi riesce a convivere molto bene con la sua vocina, chi le concede uno spazio prima di addormentarsi per poi rimetterla a tacere e chi – come me – ci combatte ogni giorno, cercando di mantenere un equilibrio tra desideri, debolezze ed impegni.
Ho imparato che – nonostante il suo impeto incontrollabile – quella vocina va sempre ascoltata, perché è la nostra parte istintiva, quella più pura, che in tante occasioni ci fa capire le cose prima che si manifestino esplicitamente, quella che ci evita tanti problemi, quella che ci fa andare a fondo delle cose, contro tutto e contro tutti. 
Se non l’ascolti lei urla ed urla sempre più forte, per farti capire che non ti puoi nascondere dentro un armadio per vivere la vita che qualcun altro, le circostanze o l’idea che avevi di te, ti stanno facendo vivere.
Ma va anche capita ed interpretata, perché a volte si manifesta con il rifiuto verso qualcosa solo per farci capire che lei è lì e non vuole essere dimenticata; e allora va rassicurata, perché anche se ci troviamo in situazioni che non ci appartengono, non ci siamo scordati di lei.

Menu del giorno
Colazione: cereali, tè
Pranzo: un pezzo di focaccia
Metà pomeriggio: ho ceduto ad un pacchetto di cipster
Cena: pizza con gli amici

Attività fisica: camminata di mezzora

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